Per quiete della città: l’istituzione della truppa civica di Firenze l’11 aprile 1780

Aurora Savelli

Abstract


Attraverso la comparazione di due provvedimenti, quelli istitutivi della truppa civica senese (1778) e fiorentina (1780) – quest’ultimo qui integralmente trascritto – il riformismo leopoldino appare dipanarsi secondo direttrici e obiettivi non omogenei: a Siena con il pieno coinvolgimento del ceto dirigente locale e con l’esautorazione di colui, Francesco Maria Gianni, che a stretto contatto con il granduca aveva ideato la riforma; a Firenze tornando a riconoscere al Gianni il ruolo di indiscusso capofila dei lavori preparatori della legge. Le truppe civiche vengono istituite in diversi luoghi del Granducato: se vi sono indubbi punti di contatto con il sistema delle bande territoriali, l’impianto delle nuove milizie (mai peraltro approfonditamente indagato) ha alla base un’idea nuova di comunità e di suddito, responsabilizzati nell’ambito della sorveglianza sulla vita della città e sulle occasioni di sociabilità urbana in particolare. Su di esse si aprono squarci preziosi, che danno la misura sia delle contraddizioni che una truppa con mansioni sull’ordine pubblico e costituita da ‘nazionali’ poteva produrre, sia delle forti tensioni che agitavano la società toscana.

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DOI: http://dx.doi.org/10.13128/Annali_Stor_Firen-9853



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